Che io sia in te
non è il raccolto di una volontà
da me altra,
eppure essa è sostanza superiore
poiché
mietendo fuori da me
in tutto mi sovrasta.
Il giorno
non muove alcun albore in te,
quale stupore dei più antichi giorni,
e questa
è la novità inaccessibile all’uomo
che pervade l’uomo che mi dimora
e che mi comunica, così,
e sangue e vita.
L’errore che rende possibile
i mondi prossimi
nelle visioni altrui,
in questa dimensione
di putredine e di cenere
offesa dalla distorsione del battito e della pausa,
del suono e della parola,
è l’alterarsi di una realtà
che andrebbe alternata e non attualizzata,
domiciliata e non dominata.
Anche per questo
presto,
molto presto,
verrai
e sui dormitori
dei narcotizzati valori
strapperai ogni volgare stendardo,
ogni vessillo balordo e codardo.
E accadrà che passerà
ogni cosa vecchia
e che il nuovo,
prima d’esser creato,
si creerà nuovo per noi.
Il mondo possederà la vita
e noi possederemo il mondo
attraverso i cieli iscritti
nella comunione dei nostri nomi.
(27/11/2023)